Il progetto

Introduzione

Attrezzi da pesca abbandonati, traffico marittimo, inquinamento da plastiche. Gli effetti negativi provocati dalle attività dell’uomo su cetacei e tartarughe marine sono sempre più evidenti. È quindi diventato urgente conoscere meglio la distribuzione delle specie più diffuse per mettere a punto strategie di conservazione efficaci. 

Da questa premessa a gennaio 2022 ha preso il via il progetto LIFE20 NAT/IT/001371 CONCEPTU Maris “CONservation of CEtaceans and Pelagic sea TUrtles in Med: Managing Actions for their Recovery In Sustainability, supportato dallo strumento finanziario per l’ambiente dell’Unione Europea LIFE, che per quattro anni affronterà molte sfide, utilizzando tecnologie e strategie di conservazione all’avanguardia e unendo gli sforzi e le competenze di importanti enti italiani e internazionali: Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in qualità di beneficiario coordinatore, Area Marina Protetta “Capo Carbonara”, CIMA Research Foundation, CMCC Climate, ÉcoOcéan Institut, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Triton Research, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Palermo, Universitat de València – UV, Università degli Studi di Torino.

Il Programma LIFE e la Rete Natura 2000

Il programma LIFE è lo strumento che l’Unione Europea utilizza per finanziare progetti di conservazione della natura e dell’ambiente, in particolare per la protezione della biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici e la transizione verso l’energia pulita e l’economia circolare. LIFE è attivo dal 1992 e finora ha finanziato oltre 5mila progetti che hanno promosso piani d’azione e divulgazione, tecniche e approcci innovativi, per aggiornare e sviluppare la legislazione e le politiche ambientali dell’Unione Europea.

Nel corso degli anni sono molti i progetti LIFE che hanno concretamente contribuito a migliorare la salvaguardia degli habitat e delle specie a rischio, tra cui l’orso bruno, la foca monaca, il lupo e centinaia di uccelli a rischio. I progetti LIFE coinvolgono regolarmente le aree delle Rete Natura 2000, un sistema organizzato di migliaia di siti destinati alla conservazione della biodiversità dell’Unione Europea, ed in particolare alla tutela degli habitat (foreste, praterie, ambienti rocciosi, zone umide, coste ben conservate) e delle specie animali e vegetali rari e minacciati.

Le minacce

Con i loro spostamenti a lungo raggio nel Mediterraneo, una delle aree marine più trafficate del mondo, queste specie devono fare i conti con un numero crescente di minacce. La pesca commerciale, oltre a ridurre la disponibilità di cibo per le specie pelagiche, disperde in mare reti e lenze nelle quali gli animali restano impigliati per poi morire di soffocamento o gravi lesioni.

L’inquinamento da plastiche è un altro elemento critico, a causa del rischio di ingestione e degli effetti tossicologici, soprattutto per le tartarughe. Anche il traffico delle navi veloci, oltre a produrre un disturbo acustico significativo per i cetacei, rappresenta una concreta minaccia per il rischio di collisione, soprattutto durante l’estate.

Gli obiettivi di CONCEPTU Maris

Uno dei principali obiettivi del progetto è colmare l’attuale carenza di dati sui grandi cetacei, animali affascinanti e celebrati nell’immaginario collettivo. Infatti, senza dover scomodare i mari lontani dell’Islanda o della California, anche nel nostro Mediterraneo vivono e si riproducono giganti come la balenottera comune e il capodoglio. Sono animali che raggiungono i 20 metri di lunghezza che, proprio come i delfini e le tartarughe marine, le altre specie interessate dal progetto, trascorrono gran parte della loro vita in mare aperto, in aree difficili da monitorare a causa della loro estensione.
Una volta raccolti i primi dati sulla distribuzione delle specie e le loro preferenze ecologiche, i ricercatori di Conceptu Maris possono valutare l’impatto dei fattori di rischio nel corso dell’anno, identificando i siti più importanti (zone “cuscinetto”, corridoi ecologici) per la conservazione delle specie più minacciate. Le informazioni raccolte permetteranno anche di sviluppare nuovi strumenti che facilitino la scelta di misure efficaci di conservazione e di mitigazione dei fattori di rischio e favoriranno la cooperazione internazionale per la tutela di questi animali.

Le nuove tecnologie

Fino a pochissimo tempo fa la ricerca in mare aperto su queste animali si basava soprattutto sull’osservazione diretta, condotta grazie a apposite campagne e alle segnalazioni di appassionati e diportisti, anche con attività di citizen science. Il progetto Conceptu Maris è profondamente innovativo perché utilizza i traghetti come vere e proprie navi da ricerca e punta a incrementare le conoscenze sull’ambiente marino, affiancando la ricerca tradizionale alle nuove tecnologie. Tra queste, il rilevamento di microscopiche tracce di DNA disperse in acqua dagli animali (eDNA – environmental DNA) e l’impiego di sensori a scafo, installati sui traghetti, per costruire mappe delle caratteristiche ambientali che possano aiutare a definire meglio la distribuzione di 8 specie di balene e delfini (balenottera comune, capodoglio, globicefalo, grampo, zifio, stenella, tursiope, delfino comune) e di 3 specie di tartarughe (tartaruga caretta, verde e liuto).

Le azioni di CONCEPTU Maris

  • Rilevamento di isotopi stabili e di microscopiche tracce di DNA (eDNA) disperse in acqua dagli animali;
  • impiego di sensori a scafo installati sui traghetti;
  • monitoraggio dai traghetti di fauna, marine litter e traffico marittimo;
  • campagne di citizen science per il coinvolgimento dei cittadini nei monitoraggi;
  • corsi di formazione per il personale di bordo, per ridurre il rischio di collisione con i grandi cetacei;
  • stima delle aree a maggior concentrazione di rifiuti galleggianti e valutazione del rischio di entanglement.