Delfino comune

Nome comune: Delfino comune
Nome scientifico: Delphinus delphis

Direttiva Habitat: Allegato IV. Stato di conservazione MED: “Sfavorevole-Cattivo” (Unfavourable-Bad).

Lista rossa IUCN: “Minor preoccupazione” (LC) a livello globale. Nel Mediterraneo, però, è “In pericolo” (EN) e in continua diminuzione.

Possibilità di avvistamento
Ampiamente distribuita, la specie predilige le acque temperato-calde. Esistono popolazioni che vivono soprattutto in acque pelagiche ed altre invece più costiere, dove sono più esposte alle attività umane. La specie è storicamente presente in tutto il Mediterraneo ma negli ultimi 40-50 anni ha subito un generale declino. La densità più abbondante si registra nel Mar di Alboran, ovvero la porzione più occidentale del Mediterraneo (tra Spagna e Marocco), nel Golfo di Corinto, nella porzione nord ed est del Mar Egeo e lungo le coste di Israele. In Italia, dove non è più una specie comune, si registrano due sottopopolazioni (Isola di Ischia e Lampedusa) che in totale contano meno di 250 individui, mentre il suo avvistamento nel bacino ligure-provenzale è abbastanza raro.

Come riconoscerlo in mare
Dimensioni: 1,5-2 metri di lunghezza, peso massimo di 1 quintale in età adulta.
Il nuoto è aggraziato e veloce, dato dalla sua corporatura affusolata. È caratterizzato da una colorazione giallo ocra dei fianchi e da un caratteristico disegno simile ad una clessidra, sempre sui fianchi. La pinna dorsale è falcata, sotto la quale è visibile un triangolo grigio scuro-nero con la punta verso il basso. In alcune zone del Mediterraneo, è possibile avvistarlo in gruppi misti con le stenelle striate, casi in cui le due specie si possono distinguere per il differente colore sui fianchi. Le immersioni possono durare anche 8 minuti, arrivando a profondità di 250-280 metri. Molto intelligenti e sociali, i delfini comuni si divertono spesso a giocare fra loro, facendo grandi salti, sfruttando anche le onde generate da imbarcazioni o da grandi balene per nuotare con meno sforzo. Sono fra i cetacei più veloci, capaci di mantenere i 40 km/h per brevi distanze.

Note biologiche
Cetaceo odontoceto, appartenente alla famiglia Delphinidae. Ha un regime alimentare vario, opportunista, con una predilezione per i pesci pelagici (sardine, acciughe, etc.) e un fabbisogno di 5-6 kg di cibo al giorno. La caccia è tipicamente condotta in gruppo, assieme ad altri individui della stessa specie, vicino alla superficie. La maturità sessuale viene raggiunta dalla femmina a 6-7 anni, dal maschio a 5-12 anni.
L’accoppiamento avviene in estate, seguito da una gestazione di circa 11 mesi, con la nascita di un piccolo di circa 10 kg di peso e circa 80 cm di lunghezza. Lo svezzamento è di 14-19 mesi, periodo in cui il giovane impara a cacciare e comportarsi osservando gli adulti.
È un animale gregario che vive in gruppi di dimensioni variabili in base all’habitat e alla disponibilità di cibo: generalmente quelli costieri sono i più piccoli, mentre i più numerosi sono tipici delle aree pelagiche o di scarpata, arrivando in alcune aree del Mediterraneo anche a gruppi di alcune centinaia di individui. La vita media di questi mammiferi marini è di 40 anni.

Curiosità

  • I gruppi di delfini comuni sono estremamente vocali e a volte i loro squittii e fischi possono essere ascoltati dall’acqua o attraverso lo scafo di una barca. Si pensa che questi fischi forniscano informazioni di identificazione simili a quelle di un nome. Ci vuole circa 1 anno prima che un piccolo impari il suo fischio caratteristico.
  • Sono molto attivi e acrobatici, in grado di saltare fino a 3 metri fuori dall’acqua.
  • Sono stati osservati casi di ibridazione tra le stenelle ed i delfini comuni.